Astrofotografia

Venere

VENERE

Venere è il secondo pianeta del sistema solare dopo Mercurio per vicinanza al Sole (in media 108 milioni di chilometri).

La sua rotazione è alquanto strana perché, oltre ad essere molto lenta, è retrograda. Inoltre i periodi di rotazione e di rivoluzione di Venere sono sincronizzati in maniera tale che esso presenta sempre la stessa faccia verso la Terra quando i due pianeti raggiungono la reciproca distanza minima.

Venere è talvolta considerato come il pianeta fratello al nostro. Sotto certi aspetti essi sono molto affini:

  • Venere è leggermente più piccolo (95% del diametro terrestre, 80% della massa).
  • Entrambi hanno pochi crateri e ciò indica superfici relativamente giovani.
  • La loro densità e la loro composizione chimica sono simili.

A causa di queste somiglianze, si era pensato che sotto le sue dense nuvole potesse essere molto simile alla Terra e che potesse addirittura ospitare la vita. Sfortunatamente, però, studi più dettagliati hanno rivelato il contrario.

La pressione dell’atmosfera venusiana alla superficie è di 90 atmosfere (all’incirca la stessa che si trova ad un chilometro di profondità negli oceani terrestri). Essa è composta per lo più da anidride carbonica(96%) ma anche da azoto(3,5%), vapore acqueo(0,1%) e tracce di altri composti come argo e anidride solforosa. Questa densa atmosfera produce un notevole effetto serra, il quale fa aumentare la temperatura alla superficie (in media 480°C). Venere è dunque più caldo di Mercurio, sebbene sia quasi due volte più distante dal Sole.

Venere è il pianeta delle nubi. Esse fluttuano a 60 chilometri dalla superficie (le più alte possono arrivare intorno i 95 chilometri) e la loro temperatura si aggira sui 30°C, sia di giorno che di notte. Sono costituite per lo più da acido solforico e in minima parte da idrogeno, ossigeno, zolfo, fluoro e cloro. Esse hanno un’altissima riflettività, circa il 70% della luce del Sole, rendendo Venere uno degli oggetti più splendenti del nostro cielo. Tali nubi ci impediscono totalmente di osservare la superficie. Al di sopra di esse i venti sono molto forti (350 km/h), mentre al suolo sono assai deboli (non più di pochi chilometri orari).

Probabilmente un tempo Venere aveva una grande quantità di acqua come la Terra, ma essa è evaporata tutta. Il nostro pianeta avrebbe subito lo stesso destino se fosse stato un po’ più vicino al Sole.

Almeno l’85% della superficie è coperta da colate laviche: la sonda Magellano ha riscontrato tracce di fiumi di lava lunghi più di 6000 chilometri. Ci sono delle probabilità che gran parte dell’atmosfera sia il risultato dell’esalazione dei vulcani. Recenti scoperte indicano che Venere è ancora attivo dal punto di vista vulcanico, ma solo in alcuni punti.

Numerose sono le ampie depressioni: l’Atalanta Planitia, la Guinevere Planitia, la Lavinia Planitia. Ci sono inoltre due vaste zone montuose: l’Ishtar Terra nell’emisfero settentrionale e l’Aphrodite Terra lungo l’equatore. I rilievi più alti sono i Monti Maxwell.

I crateri presenti sembrano disposti a gruppi; ciò indica che i grandi meteoroidi che raggiungono la superficie si spezzano in frammenti passando attraverso l’atmosfera.

I più antichi territori di Venere sembrano avere circa 800 milioni di anni. In quel periodo una forte e diffusa attività vulcanica ha coperto di lava la primitiva superficie, compreso ogni cratere presente anticamente sul pianeta.

Le immagini della sonda Magellano mostrano un’ampia varietà di formazioni uniche e interessanti, tra le quali si segnalano i vulcani piatti, che sembrano essere eruzioni di lava molto densa, e le corone, cupole tettoniche collassate su vaste camere magmatiche.

La parte interna di Venere è con ogni probabilità molto simile a quella della Terra: un nucleo ferroso di 3.000 km di raggio e un mantello di roccia fusa. I moti che avvengono in quest’ultimo producono delle pressioni contro la superficie di piccole aree, a differenza di ciò che avviene sul nostro pianeta, dove queste spinte si concentrano soprattutto in prossimità dei confini delle placche. Recenti risultati, ottenuti in base ai dati sulla gravità, mostrano che la crosta è più robusta e spessa di quanto si credesse in precedenza.

Venere non ha nessun campo magnetico, forse a causa della lentezza della sua rotazione.

Non ha nessun satellite conosciuto.

 

 


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